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Progetto 2020 A casa con T(c)E

A casa con T(c)E

La Fondazione della Comunità Monza e Brianza Onlus promuove la cultura del dono e sostiene progettazioni sociali e culturali per migliorare la qualità di vita della Comunità di Monza e Brianza.

Negli anni ha incontrato l’Associazione Samudra insieme Onlus con la quale è cresciuta nel tempo una collaborazione per offrire un supporto concreto a persone con grave disabilità o altre patologie legate alle cerebrolesioni acquisite, e alle loro famiglie.

Con il contributo della Fondazione, l’Associazione Samudra Insieme Onlus ha messo a punto un nuovo progetto specificatamente dedicato alla fase acuta, per affiancare le famiglie sin dalle primissime fasi di quel lungo percorso che segue un ictus, un trauma cranico, un anossia.

 Perché un progetto rivolto a persone con Trauma Cranico Encefalico?

Perché ogni anno circa 300 persone su 100.000 vengono ricoverate per un trauma cranio encefalico e al termine del percorso di riabilitazione ospedaliero previsto dal SSN oltre il 65% di loro rientra al domicilio. Da qui inizia un nuovo percorso di vita, una nuova realtà, con bisogni e necessità specifici alcuni più evidenti, altri difficili da esprimere. Nel lungo termine possono permanere problematiche “nascoste”, a livello cognitivo e comportamentale tali da precludere lo svolgimento di attività quotidiane in autonomia: amnesie, incapacità nel valutare rischi delle proprie azioni, incapacità nella programmazione di attività semplici o difficoltà nel contenimento emotivo diventano ostacoli importanti alla ripresa della propria vita nonché al ripristino di relazioni sociali (e/o lavorative) significative. La persona con trauma cranico encefalico ha, quindi, bisogni specifici e dubbi a cui dar voce e necessita di un sostegno nella promozione della sua autonomia.

Come si può “sostenere” la persona con tce?

 Con il presente progetto Samudra insieme intende affiancare i familiari offrendo un aiuto concreto: accoglienza, informazioni in ambito legale e sociale, orientamento ai servizi e supporto psicologico.

Nello specifico il progetto si propone di:

– Promuovere una rete e contrastare l’isolamento della persona con TCE e della sua famiglia al rientro al domicilio dopo la dimissione ospedaliera post riabilitativa, per offrire loro un riferimento, continuità di supporto e accompagnamento alla nuova realtà;

– Attivare servizi di consulenza (psicoeducativi, socio assistenziali) e operativi (neuropsicologici, affiancamento domiciliare) a disposizione della famiglia, al fine di promuovere un sostegno continuativo, mirato al superamento delle difficoltà e finalizzato alla promozione dell’autonomia della persona;

– Agevolare economicamente, attraverso servizi gratuiti, famiglie già provate dalla riduzione di entrate a causa dell’impossibilità di impiego della persona con TCE (spesso padre di famiglia);

– Formare e supervisionare, attraverso corsi e incontri, le figure assistenziali che operano al domicilio, contrastandone il senso di smarrimento e proponendo loro spazi di confronto in prevenzione del burn out.