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Progetto 2018

Il progetto 2018

“Grave cerebrolesione acquisita: io familiare e la fase acuta”

La Fondazione della Comunità Monza e Brianza Onlus promuove la cultura del dono e sostiene progettazioni sociali e culturali per migliorare la qualità di vita della Comunità di Monza e Brianza.
Negli anni ha incontrato l’Associazione Samudra insieme Onlus con la quale è cresciuta nel tempo una collaborazione per offrire un supporto concreto a persone con grave disabilità o altre patologie legate alle cerebrolesioni acquisite, e alle loro famiglie.
Con il contributo della Fondazione, l’Associazione Samudra Insieme Onlus ha messo a punto un nuovo progetto specificatamente dedicato alla fase acuta, per affiancare le famiglie sin dalle primissime fasi di quel lungo percorso che segue un ictus, un trauma cranico, un anossia.

Perché un progetto rivolto alla fase acuta?

Perchè molto spesso l’evento che determina una grave cerebrolesione acquisita non dà preavviso: la persona e la famiglia vengono in un attimo catapultati in un mondo sconosciuto.
Si aprono domande, la quotidianità va riorganizzata, la burocrazia pone questioni pratiche tanto importanti quanto apparentemente inutili per lo stato d’animo in cui ci si trova. Difficile trovare risposte, perché i sanitari sono concentrati sulle condizioni cliniche, non sulla prognosi.

Come si può “sostenere” il familiare?

Attraverso indicazioni concrete e il confronto con qualcuno che sappia di che cosa si stia parlando!

Con il presente progetto Samudra insieme intende offrire alle famiglie un aiuto al quale appoggiarsi e con cui condividere sin dall’inizio questo cammino, proponendo materiale informativo nel luogo di cura e fornendo proposte di contatto per un supporto continuativo, di tipo pratico, psicologico, ecc.

Nello specifico il progetto si propone di:

  • Fornire informazioni e supporto direttamente nella fase acuta (ad es. ospedali, reparto di neuro riabilitazione o neurologia, stroke unit), per orientare verso i servizi più adatti e contrastare il senso di solitudine, impotenza e smarrimento;
  • Promuovere sinergia con gli operatori sanitari che lavorano nelle acuzie e porsi a mediazione comunicativa con il familiare, per agevolare la comprensione dell’accaduto e il confronto con chi ha già vissuto la stessa esperienza;
  • Promuovere la riflessione e l’apertura in un clima di assoluta neutralità di giudizio, offrendo supporto empatico e sostegno emotivo-psicologico.