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Caregiver

“Non solo caregiver”

Sostegno psicologico specifico rivolto ai familiari.

Grazie al contributo della Fondazione Comunità Monza e Brianza, L’associazione Samudra insieme  ha messo a punto un progetto rivolto essenzialmente a mogli, mariti, padri, madri, ecc di persone che dopo un evento traumatico si ritrovano in una condizione di grave o gravissima disabilità.

L’attenzione è rivolta al loro benessere, emotivo e psicologico in primis: presso la sede dell’Associazione sono presenti due psicologhe psicoterapeute disponibili a colloqui di sostegno individuale gratuiti.

Uno spazio dove potersi esprimere liberamente, raccontare la propria storia, ma soprattutto… ritornare a parlare di sé. Riscoprirsi al centro, dopo un evento che ha sconvolto la vita.

 

Perché rivolgersi ai caregivers?

Negli ultimi anni si sono delineate a livello nazionale e internazionale le linee guida per la gestione delle persone in Stato Vegetativo e di Minima Coscienza, con risultati concreti, quali la creazione di nuclei e strutture specializzate, un miglioramento nella comunicazione e nel percorso assistenziale, ecc.

Tuttavia, emerge una figura fondamentale che necessita ancora di specifiche risposte e interventi dedicati: i caregivers, con vissuti complessi, psicologici e non, che, insieme alla persona con grave cerebrolesione acquisita, hanno visto cambiare il proprio progetto di vita in un istante.

La loro condizione è di sospensione e attesa, la percezione è di continua responsabilità nel dover essere portavoce del proprio caro; difficile pensare ad un reinvestimento su altri ruoli, ma è presente l’insoddisfazione circa la qualità della propria vita: stanchezza, senso di colpa, pessimismo, mancanza di progettualità.

L’Associazione, con il presente progetto, intende porsi come esterna agli ambiti di cura e degenza, per sottolineare una differenziazione tra i protagonisti e per rispondere in maniera specifica, rivolgendosi proprio ai familiari delle persone con grave cerebrolesione acquisita, intesi come elemento da ri-conoscere e supportare.

Obiettivo non è ampliare capacità assistenziali o “insegnare a come stare con”, bensì

  • offrire uno spazio per riscoprirsi, attraverso quanto accaduto, anche altro.
  • Promuovere una maggiore consapevolezza del proprio ruolo, supportandone caratteristiche e soprattutto confini;
  • favorire ricerca e individuazione delle risorse presenti sul territorio;
  • creare momenti di incontro psicoeducativi, dove sperimentarsi e confrontarsi.

Contattaci allo 039.360766:
organizzeremo un incontro conoscitivo per impostare insieme il nostro percorso.